Una proposta di delibera di iniziativa popolare per riscattare Roma da una gestione dei rifiuti inefficiente!

scarica e leggi la delibera di iniziativa popolare

I tre principi guida della delibera:

1. DECENTRAMENTO DEI POTERI AI MUNICIPI

Attualmente in merito alla gestione del ciclo dei rifiuti, i poteri di indirizzo, controllo e monitoraggio riguardo alle attività di AMA, a come e quanto viene raccolto, a dove sono inviati i rifiuti romani, sono di competenza esclusiva dell’Assessorato all’ambiente capitolino ed agli uffici centrali del Dipartimento di tutela dell’ambiente.
Noi pensiamo, invece, che le operazioni di raccolta dei rifiuti urbani, effettuate da AMA e da altre aziende private, ed il loro invio agli impianti di trattamento debbono essere poste in primo luogo sotto il controllo
e il monitoraggio dei Municipi di Roma Capitale.
I 15 Municipi di Roma devono quindi iniziare ad assumere le funzioni di controllo sulle operazioni di AMA nel territorio ed avere i rapporti periodici ufficiali per condividere
i dati acquisiti ed i relativi problemi negli Osservatori municipali rifiuti zero, in cui sono rappresentati i cittadini attivi e gli utenti che pagano il conto annuale di AMA con una salatissima Tariffa Rifiuti.
In ciascuno dei 15 Municipi romani risiedono in media circa 200.000 abitanti, l’equivalente di una città capoluogo di regione e/o di provincia, ma ciò nonostante essi non hanno alcun potere, funzione, informazione diretta riguardo alla raccolta dei rifiuti che viene svolta nel proprio territorio, sebbene siano i primi invece a ricevere le proteste dei residenti per gli effetti derivanti dalle gestioni inefficienti e/o dall’abbandono illegale di rifiuti.

2. DECENTRAMENTO DI AMA NEI MUNICIPI

AMA è un’azienda al 100% di proprietà di Roma Capitale, ed infatti gode di un affidamento diretto per gestire il ciclo dei rifiuti senza gara di appalto. Ama raccoglie annualmente circa 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti, ma ne tratta appena il 20% affidando il restante 80% per il trattamento ad impianti esterni o privati.
AMA SpA incassa ogni anno dai cittadini romani circa 750 milioni di euro attraverso la tariffa Rifiuti e ne spende circa la metà solo per pagare i 7.800 dipendenti in servizio, oltre alle spese di manutenzione dei mezzi e dei pochi impianti di cui dispone, con gravi limiti dovuti ai recenti incendi subiti.
AMA spa è un’azienda enorme e poco efficiente, tuttora accentrata su una sola direzione centrale alla Montagnola, con 18 dirigenti, circa 1000 impiegati e 6.800 operatori. Molti di questi ultimi sono anziani o con ridotte capacità fisiche.
È necessario assolutamente decentrare AMA, creando in ogni Municipio strutture complete
e funzionali ciascuna delle quali dotate di sedi amministrative ed operative, del personale valido ed adeguato e dei mezzi d’opera necessari per il corretto svolgimento dei servizi municipali.
È altrettanto necessario che entro il 2019
AMA spa si doti di un nuovo Piano Industriale, che estenda la raccolta “porta a porta” progressivamente a tutta la città e crei una rete impiantistica adeguata in ciascun municipio per il recupero dei materiali differenziati.
È questa l’unica soluzione per eliminare i rifiuti indifferenziati e l’attuale dipendenza da impianti nocivi per la salute umana e per l’ambiente, come TMB, inceneritori, discariche.

3. ATTUARE LA PARTECIPAZIONE POPOLARE

È evidente che la situazione catastrofica in atto sui rifiuti a Roma non è un fatto recente, anche se negli ultimi tre anni si è bloccato l’incremento della raccolta differenziata porta a porta e la riduzione dei rifiuti urbana.
Essa ha solide radici nel passato monopolio, consentito e autorizzato dalle precedenti Amministrazioni, della gestione dei rifiuti non differenziati, sversati nella ex discarica di Malagrotta, un mostro ambientale tuttora in attesa di bonifica.
L’avvio della transizione verso il nuovo sistema di raccolta differenziata ed in particolare il nuovo obiettivo europeo di “economia circolare” basato in primis sul recupero della materia
e sul riciclaggio necessita di una fortissima azione culturale e sociale, della partecipazione consapevole dei cittadini, di un sistema industriale efficiente.
È necessario diffondere nelle scuole, nei posti di lavoro, nei quartieri, la necessità di ridurre la quantità dei rifiuti prodotti, in particolare degli imballaggi, costruire centri di riuso per gli oggetti usati ma ancora in buone condizioni, incentivare il riciclo ed il compostaggio domestico, ridurre la tassazione a chi davvero produce meno rifiuti.
Occorre quindi attuare quanto già previsto dalla Delibera di iniziativa popolare “Roma verso rifiuti zero”, poi convertita in Delibera capitolina n.129/2014, per istituire i 15 “Osservatori municipali verso rifiuti zero” al cui interno siano rappresentati in pari quota amministratori e cittadini, che “decidano insieme” sui problemi e sulle soluzioni.

I Municipi aderenti:

Adesione del Municipio Centro

Adesione del Municipio II

Adesione del Municipio VIII

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